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Boeri, che fine per l’architettura?
Frammenti ed Effetti de La Maddalena,
una vicenda di buona architettura
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Il Moralista. Una figura che in Italia viene derisa e a volte odiata, che si costringe a digiuni di opportunismo e di sano egoismo, un eretico perché osa scagliare la prima pietra, comunque uno stupido perché in fin dei conti è “così che fan tutti”. Quasi una professione, antipatica ma rispettata, pericolosa ma sostenuta da una cultura dove il senso della colpa e della giustizia si mescolano. Una professione che tutti, chi più chi meno, praticano per via di un’educazione evangelica che spinge a una forte responsabilizzazione dell’individuo. È tutto qui quello che distingue un Paese che funziona da uno che sta mettendo la marcia indietro!

Questa la doverosa premessa ad un racconto senza pregiudizi, il nostro, che sembra far emergere uno spaccato italiano immerso tra il sonno della ragione, una morale amoralità, il conformismo intellettuale e la Cultura del Fare che sa di cultura dell’affare o dell’arraffare. La domanda di fondo che ci poniamo è: ma dove va l’Architettura e l’Architetto, la pianificazione territtoriale e l’Urbanista? Di quale economia e modello di sviluppo stiamo parlando?!
Involontario attore del racconto è l’architetto Stefano Boeri e… Se il segno dell’epoca è la confusione, io vedo alla base di tale confusione una rottura tra le cose e le parole, le idee, i segni che le rappresentano… Il teatro della vita, che non risiede in niente di specifico, ma si serve di tutti i linguaggi (gesti, suoni, parole, fuoco, grida) si ritrova esattamente al punto in cui lo spirito ha bisogno di un linguaggio per manifestarsi – le parole non sono mie ma di Antonin Artaud. (Marsiglia, 4 settembre 1896 – Ivry, 4 marzo 1948. Fu un commediografo, attore teatrale, scrittore e regista teatrale francese)

Chi è Stefano Boeri

Architetto e urbanista, docente di progettazione urbanistica presso il Politecnico di Milano e visiting professor al GSD di Harvard – Harvard University Graduate School of Design. Dal 2004 all’aprile 2007 è stato direttore della rivista internazionale Domus. Da settembre 2007 dirige la rivista internazionale Abitare. È fondatore dell’agenzia di ricerca Multiplicity (multiplicity.it) con la quale ha realizzato, nel 2002, “U.S.E. Uncertain states of Europe”, una ricerca sul futuro dell’Europa. Tra i progetti di rilievo svolti con Boeri Studio: la nuova sede del Policlinico di Milano, la nuova sede di Siemens a Milano, le torri di edilizia residenziale sostenibile del quartiere Isola, la Villa a Marsiglia. Le sue riflessioni sulla sostenibilità come diverse forme di riconciliazione tra cultura urbana e natura, tradotta con l’installazione Sostenibili Distopie, sono state presentate alla 11a edizione, nel 2008, della Biennale di Architettura di Venezia.

Perché parliamo di Stefano Boeri

G8 2009 – Expo 2015, le emergenze italiane. A lui e al suo studio è affidato l’incarico di progettare la riqualificazione dell’area de La Maddalena in Sardegna sede del G8 2009. Lui, l’architetto italiano membro della Consulta architettonica che ha redatto il Conceptual Master Plan per l’Esposizione Universale di Milano del 2015.

Il valore della consecutio temporum…
La Maddalena e il G8

Programmato dal Governo Prodi, voluto dal governatore della Sardegna Soru, progettato dall’Architetto Stefano Boeri, coordinato dalla Protezione Civile e da Guido Bertolaso, gestito dalla stazione appaltante Unità o Struttura di Missione e da Angelo Balducci.

1. Cucinella, l’archiverde integralista

Nel dicembre del 2007 – ci conferma al telefono l’architetto Mario Cucinella – vengo chiamato da Guido Bertolaso, come esperto di architettura sostenibile, per un G8 dell’Ambiente. Mi viene chiesta una supervisione, mi dicono esserci a disposizione 90 milioni di euro e 16 mesi per i lavori, rimango perplesso per la cifra esigua e per i tempi, poi dopo i progetti preliminari, marzo 2008, entra in gioco Angelo Balducci (incaricato della Struttura di Missione, ex provveditore del Lazio che al tempo era Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici) che ci spiega: Voi sarete incaricati dagli appaltatori. Come dire… non utilizzerete la vostra squadra di specialisti e sarete schiavi delle Imprese. Prendo e me ne vado. Richiedo il riconoscimento delle spese, mai avuto.. L’architetto Cucinella, vincitore della gara per la nuova sede dell’Istat se la vede revocata – su parere dell’amministrazione del Comune guidata dal Sindaco Alemanno – luglio 2008 – dal provveditorato alle opere pubbliche del Lazio che l’affida alla Struttura di Missione per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, retta dallo stesso Balducci.

2. Boeri, l’architetto antropizzato

Stefano Boeri Architetti, dicembre 2007 – marzo 2008, viene chiamato per fare una consulenza circa la definizione degli assetti urbanistici ed architettonici per il Summit G8, per chiamata diretta da parte di Bertolaso e Soru. La consulenza si estende, aprile – giugno 2008, alla redazione del Progetto Preliminare dei lotti 4 e 5 dell’ex Arsenale Militare con incarico dalla Struttura di Missione.
A questo punto, luglio 2008, Boeri viene incaricato della progettazione architettonica definitiva ed esecutiva, fino al maggio 2009, per i lotti 4 e 5 dell’Ex-Arsenale, con nomina da parte delle imprese che hanno vinto l’appalto integrato sul progetto preliminare andato in gara. Non credo che Stefano Boeri sia stato scelto per chiara fama a La Maddalena: al momento della nomina, vantava al suo attivo poche opere importanti e in Italia c’erano almeno cinquanta architetti che avevano un curriculum più rilevante. La mia ipotesi è che sia stato scelto perché si era proposto come un intellettuale organico. Nel senso migliore del termine: nel senso gramsciano. Aveva infatti attivato con il Governatore Soru una politica di rilancio architettonico della Sardegna che contemperava diverse azioni. Tra queste c’era lo sbarco sull’isola di star quali Koolhaas, Herzog & de Meuron, Hadid – l’architetto olandese Rem Koolhaas, lo studio di architettura fondato a Basilea nel 1978 dagli architetti Jacques Herzog e Pierre de Meuron e l’architetto Zara Hadid nata in Iraq e cresciuta a Londra - Queste le parole di Luigi Prestinenza Puglisi, critico di architettura, laureato in architettura e specializzato in pianificazione urbanistica. Insegna storia dell’architettura contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Boeri quindi come intellettuale organico – cioè consigliere e motore – della politica di Soru. Da qui il passo conseguente. E cioè quello che Soru, nel momento in cui lanciava l’operazione La Maddalena, facendola accettare a Prodi, indicasse come architetto per compiere la riqualificazione dell’isola in occasione del G8 proprio Boeri. E chi, se no? Oltretutto Boeri si presentava come un progettista bravo, dalla faccia pulita, legato ai mezzi di informazione, sensibile alle ricerche dell’avanguardia e per di più impegnato socialmente.
Fonte: Il caso Boeri di Luigi Prestinenza Puglisi. Per le motivazioni addotte da Boeri sulla chiamata si legga Chiarimenti da Stefano Boeri Architetti: riflessioni su La Maddalena che ha data 23 febbraio 2010.

3. Il Flop de La Maddalena: dal G8 all’abbandono

La Repubblica esce il 28 gennaio 2010 con il primo servizio sullo stato delle cose. C’era una volta l’isola che doveva essere e non è più. C’è ora La Maddalena usa e getta. Prima tirata a lucido in abito da festa e poi, dopo il G8 fantasma traslocato a L’Aquila, lasciata sola con il suo sogno infranto e i suoi cocci da raccogliere. L’Archistar deluso Accanto alla hall c’è un edificio che doveva essere un teatro. Le porte sono scardinate, così come quelle della “Casa sull’acqua” – o sala conferenze – la strabiliante scatola di vetro posata sul mare progettata dall’architetto Stefano Boeri. Il vero gioiello dell’ex Arsenale, costo, comprensivo dell’area delegati, 52 milioni e 100. Gli edifici vanno usati, altrimenti deperiscono, ragiona Boeri. Dice di aver lavorato – assieme a 1.600 operai impiegati giorno e notte – per garantire una doppia vita a queste strutture: per il G8 e per il dopo G8. Ma io non ci vado da un mese… Com’è la situazione adesso?La Cattedrale nel deserto A che cosa servirà questo paradiso di cemento, pietra e vetro costruito alla velocità della luce? Centocinquantamila metri quadrati e un futuro incerto: la Louis Vuitton Cup a primavera, e poi? Io spero che diventi un polo nautico e multifunzionale, così com’era stato pensato dice ancora Boeri, “ottimista” ma forse non fino in fondo. Il vero problema, però, l’opera che davvero preoccupa di più, è l’ex ospedale militare. 16mila e 800 metri quadri trasformati in un hotel di lusso, opera dell’Architetto Marco Casamonti. Facciata bianca che corre lungo la strada, con il mare di fronte ma non accessibile perché nessuno ha pensato di fare un accesso all’acqua cristallina, una banchina, una spiaggia. Un’opera da 75 milioni, 101 camere costate ognuna 742mila euro.

4. Luca Guido, i costi dell’Architettura

Il 4 febbraio 2010 devono ancora essere pubblicate le intercettazioni telefoniche e un giovane promettente architetto, Luca Guido, dalle colonne di Presstletter.com punta il dito sugli altissimi costi dell’Architettura… Ora se volessimo guardare alla vicenda con l’occhio indagatore del critico di architettura, la polemica potrebbe lasciarci indifferenti se non fosse per le cifre in gioco (parliamo in totale di 327 milioni di euro) e per l’atteggiamento dello stesso Boeri che qualche mese or sono aveva chiamato il suo amico Rem Koolhaas a difesa di “Limpide ambizioni”. L’articolo scritto da Koolhaas, già rifiutato dalla rivista Domus, ha trovato asilo nell’ultimo numero di Mark. L’architetto Stefano Boeri gli replica, dalle stesse colonne di Presstletter.com, l’11 febbraio… Il pezzo di Luca Guido sui progetti da me seguiti a La Maddalena è talmente pieno di strafalcioni e inesattezze da far dubitare della buona fede dell’autore (evidentemente mai ripresosi da una motivata bocciatura durante un esame allo IUAV di qualche anno fa).Da un’intervista dell’Architetto Luigi Prestinenza Puglisi a Luca Guido del 2004 da Channelbeta, canale d’informazione sull’architettura contemporanea… A sottoporsi alle domande è Luca Guido, membro del senato degli studenti dello IUAV. Luca Guido è noto all’interno dello IUAV per le sue precise e coraggiose prese di posizione a favore degli studenti e contro una classe docente troppo spesso latitante. Risponde Luca Guido: Ho conseguito la maturità classica e mi sono iscritto alla facoltà veneziana di architettura a 17 anni. Sono stato eletto membro del Senato degli Studenti IUAV, Senatore Accademico e responsabile della commissione cultura SdS, attualmente sono il Presidente di questo organo di Governo. Organizzo e promuovo tra gli studenti diverse attività culturali dall’architettura al cinema, alla musica contemporanea. Seguo il dibattito architettonico. Viaggio molto, in Italia e all’estero. Un giorno per autopresentarmi non mi basteranno quattro righe ma semplicemente una parola: architetto. Va aggiunto per amor di verità che lo stesso non ha mai subito alcuna bocciatura nella carriera universitaria.

Sono stato vittima di me stesso, delle mie manie di grandezza…
Ma quello che ho guadagnato in curiosità, relazioni, entusiasmo, l’ho perso
in organizzazione e soprattutto in risorse economiche. Questo lavoro
è stato un disastro finanziario.
5. Dal Castello di Firenze al G8 de La Maddalena – Marco Casamonti, il “pieno” de l’Architettura

La Nazione di Firenze esce l’11 febbraio 2010 con le intercettazioni telefoniche sull’architetto Marco Casamonti: Ti ho chiesto due milioni di euro ma te ne faccio fare 70 di opere. Soldi, parecchi soldi. Un paio di milioni di euro che, secondo la tesi degli inquirenti suffragata da intercettazioni telefoniche, l’architetto Marco Casamonti conta di incassare in meno di un anno. Nell’agosto del 2008 l’architetto Casamonti parla al telefono con l’architetto Stefano Boeri che si occupa dell’intera progettazione delle opere del G8 a La Maddalena. Casamonti racconta a Boeri che l’impresa Gia.Fi Costruzioni gli ha affidato la progettazione di una spa, un centro benessere per l’albergo, visto che il progetto già presentato da un altro professionista (l’architetto Giovanni Facchini) è carente. Mi ha chiamato una delle ditte che ha vinto le gare al G8 a La Maddalena… che sono quelli che han fatto con noi sai… il concorso dell’Auditorium di Firenze… Boeri conferma che la Gia.Fi è in difficoltà per la costruzione dell’albergo a causa delle carenze progettuali effettivamente riscontrate e dice a Casamonti che gli organizzerà un incontro con il Balducci: …quando vieni ti organizzo un incontro con il sacco lì del Balducci così c’è Balducci che è quello che ha in mano tutta l’operazione…

6. 11 febbraio 2010. Nel calderone di Annozero, gara a difendere l’architetto Boeri: «È fratello di Tito», titola Il Giornale

Va in ebollizione anche la vicenda degli appalti a La Maddalena. E in pentola finisce anche un cognome famoso a sinistra: Boeri. È commovente la presa di posizione di Lucia Annunziata. Solleva l’indice per dichiarare forte e chiaro: Stefano Boeri è un fior di professionista e se lo dice lui c’è da fidarsi. Mi sento di difenderlo. Il pluridirettore emerito de Il Corriere della Sera, Paolo Mieli. Altra sviolinata: Stefano Boeri non è un architetto qualsiasi, è il fratello di Tito Boeri, fa parte di una delle famiglie più rispettabili, non vorrei che in questa confusione finiscano persone perbene….

7. Il “Gioco culturale” di Casamonti e Boeri

Sempre l’11 febbraio 2010, il critico di architettura Luigi Prestinenza Puglisi dedica due scritti Il caso Casamonti e Il caso Boeri. Inoltre non mi piaceva l’alleanza che su questo fronte Boeri stava operando con Casamonti e che consisteva nel porsi loro stessi, grazie anche al potere delle riviste di cui erano direttori, come i riferimenti culturali di questa a mio avviso spericolata apertura. Come accade quando Casamonti capisce che l’italianità dell’architettura italiana non lo porta lontano e si allea con Stefano Boeri per lanciarsi internazionalmente; e per esempio in Sardegna si pone come interlocutore dello Star System anche a costo di contribuire a bruciare un’intera generazione di giovani architetti isolani che vedono lo sbarco di queste star, che si accaparrano e senza concorsi i migliori incarichi, come una iattura.
Così gli risponde Boeri: In due frasi alludi – associandomi al nome di un architetto che conosciamo bene entrambi e che in questo momento è accusato di turbativa d’asta – ad un ruolo di procacciatore di incarichi per architetti stranieri. Gettando inoltre dubbi di legalità, con due parole, su un lungo e per me appassionante lavoro di rilancio dell’architettura in Sardegna… che tra l’altro hai visto da vicino. Io credo, in amicizia, che tu debba subito rettificare la cosa e comunque chiarirla. Se vuoi anche aprendo una discussione a partire da una mia risposta. Ma subito e sulla newsletter. Non puoi giocare così con la credibilità di altri. E la stessa cosa, se mi permetti, vale per Purini (l’architetto Franco Purini).
Così conclude nella replica Prestinenza Puglisi: Caro Stefano, che tu sia un personaggio rilevante, anzi tra i più rilevanti del panorama nazionale, l’ho sempre detto e lo ripeto. Non metto in discussione inoltre che tu, come direttore di rivista, sia un formidabile suscitatore di nuove energie e scopritore di straordinari talenti giornalistici. Ciò non toglie che su alcune strategie, editoriali e professionali, che tu metti in atto, io nutra dubbi, anche consistenti. Penso per esempio al fatto che di architettura se n’è vista davvero poca nelle pagine della tua Domus e poi di Abitare (e stranamente tra la poco che si è vista, c’era quella di Casamonti).

8. Bertolaso, forse ti è sfuggito qualcosa?

Il 15 febbraio 2010 va in onda L’InfedeleIl video della trasmissione – Dal sito di Gad Lerner: Dedicherò L’Infedele allo scandalo delle ruberie, dei favoritismi in famiglia e delle donne trattate come bustarelle, così come emerge dall’indagine sulla Protezione Civile e i cosiddetti Grandi Eventi. Tra i protagonisti l’architetto Stefano Boeri.
Dopo un’ora di trasmissione Gad Lerner dà la parola a Boeri: Lei si è trovato a realizzare quest’opera molto bella, io l’ho vista personalmente… dopo la decisione del Governo di spostare il G8 a L’Aquila, lei quest’opera… l’ha vista un po’ ferma… il servizio di Repubblica ci spiega che ci sono già addirittura dei danneggiamenti, delle infiltrazioni….
Risponde Boeri: Devo dire, l’amarezza… perché questa storia getta un’ombra di discredito su una vicenda che è stata anche una vicenda appassionante, bella, che ha coinvolto giovani architetti, giovani tecnici, giovani operatori della Protezione Civile per un anno in una sfida entusiasmante… che è nata da Renato Soru (allora Governatore della Sardegna) con l’idea di fare un grande evento… che non vuol dire preparare degli edifici per il grande evento… prendiamo un arsenale abbandonato, inquinato e lo trasformiamo in un grande polo nautico che immediatamente il giorno dopo il G8 comincia a funzionare e attivi un modello di sviluppo nuovo per tutta la Sardegna. Questa era la sfida… vorrei essere chiaro… sfida condivisa con Bertolaso, con Prodi.
Domanda Lerner: Ma il cambio di Governo ha cambiato anche il modo di lavorare?!
Risponde Boeri: Non ha cambiato, sostanzialmente, il modo di lavorare, questo non lo posso dire… il cambio di Governo è stato percepito come una distanza progressiva del Premier dal fare il G8 a La Maddalena… al contrario di Bertolaso…
Domanda Lerner: Ma invece la presenza di Balducci & company che operavano sul posto, non ha dato il senso di una logica familistica, della lievitazione dei prezzi…?
Risponde Boeri: Guardi se avessimo saputo che c’erano le prove dei legami tra imprese e Unità di Missione, saremmo andati il giorno dopo dai magistrati…
Interviene Mario Baldassari (Senatore del PDL) che chiede: Una curiosità, ma chi ha scelta il progetto, il progettista, con quale procedura, chi ha deciso di farlo lì a La Maddalena, c’è stata una gara, un incarico della Regione…?! Non c’è risposta. Insiste Baldassarri: Il progetto era stabilito dall’architetto Boeri e, solo dopo, la Protezione Civile ha fatto le gare…
La domanda non appassiona Lerner che non incalza né Boeri né Soru. L’architetto sarà interpellato solo un’altra volta dopo circa 20 minuti per confermare la presenza del cognato di Bertolaso nelle attività de La Maddalena. Lerner: Tu lo sapevi, rivolgendosi a Boeri, ma stavi zitto perché dovevi lavorare anche tu…
Fine delle trasmissioni per quanto riguarda la presenza di Boeri, semplicemente decorativa, 3 minuti d’intervento in oltre due ore di trasmissione. Nessuno naturalmente ha risposto alla precisa domanda di come ha ottenuto l’incarico se non con un generico: …incarico diretto dalla Protezione Civile…

9. Intervista di House Living and Business a Boeri

Il 16 febbraio 2010 lo intervistiamo noi. Qui riportiamo solo alcuni brevi frammenti perché il tema affrontato era Expo 2015 – ricordiamo che Stefano Boeri è coautore del Conceptual Masterplan che potete leggere qui: Focus Expo 2015

Avrebbe mai pensato, la guardavo attentamente a L’Infedele, che sarebbe mai stato messo sotto processo?

Ma io non sono stato messo sotto processo…

Ma Lerner, Baldassarri, le domande sull’incarico, tu stavi zitto…

Ma guardi, forse lei ha visto una trasmissione diversa. Io ero lì, sono andato per raccontare gli aspetti positivi di quella vicenda, che non saranno cancellati dai risvolti negativi che oggi scopriamo. Io sono serenissimo, sono contento di aver fatto questa esperienza e sono sicuro che il lavoro svolto avrà valore. Presto anche. Mi permetta una cosa. Io non sto capendo bene il punto dove lei vuole arrivare…

Non le pare, come minimo, di aver fatto la figura dell’ingenuo?

Io non capisco di cosa stiamo parlando. Ognuno è libero di fare i commenti che vuole, comunque io smentisco.

10. Qualità e risultati positivi a 9.000 euro al metro quadro?

Tabella costi G8 raffrontati ad altre grandi opere.
Il 18 febbraio Luca Guido risponde a Stefano Boeri, leggi qui gli interventi, sui costi dell’architettura confrontando alcune grandi opere: Vulcano Buono a Nola (NA) di Renzo Piano (2007), costo al mq pari a 1.200 euro; Fiera di Milano di Massimiliano Fuksas (2005), costo al mq pari a 1.400 euro; Museo Guggenheim di Bilbao di Frank O’ Gehry (1997), costo al mq pari a 3.500 euro; MAXXI a Roma di Zaha Hadid (2009), costo al mq pari a 7.100 euro (che si abbassa a poco meno di 3.700 euro al mq se consideriamo che la cifra totale comprende anche la sistemazione degli esterni); Palazzo delle conferenze e area delegazioni a La Maddalena – lotto 4 – di Stefano Boeri (2009), costo al mq pari a 9.294 euro per le sole superfici costruite.
L’intervento a La Maddalena dimostra come i piani di gestione turistica possano diventare piani di spoliazione del territorio e di come i beni dello Stato si possano svendere ai privati dopo aver investito ingenti risorse. Le cifre in gioco nella vicenda G8 a La Maddalena mostrano uno Stato totalmente incapace di realizzare un effettivo sviluppo del territorio dilapidando viceversa pubblico denaro. Nella sola area dell’Arsenale sono stati spesi circa 200 milioni di euro per demolire, bonificare ed edificare. Cosa ci faranno non è dato sapere poiché la gestione dell’ex Arsenale se l’è invece aggiudicata, per 40 anni, la Mita Resort di Emma Marcegaglia. Un ottimo affare per il Presidente di Confindustria, che ha messo le mani sulla struttura a un prezzo di saldo: 40 milioni allo Stato e 28 (in 40 anni) alla Regione Sardegna (ed un passivo di oltre 100 milioni per la collettività).

11. Stefano Boeri: Alcune riflessioni sul G8 a La Maddalena

Il 22 febbraio 2010 sul sito della rivista Abitare, il direttore Stefano Boeri propone Alcune riflessioni sul G8 a La Maddalena sull’onda delle recenti discussioni, alcuni ragionamenti sul difficile rapporto tra architettura e politica. Nelle ultime settimane mi è capitato di ripensare di continuo agli ultimi 20 mesi. Ho ordinato e riordinato ricordi, luoghi, fatti, relazioni. Uno scavo ossessivo che mi ha aiutato a capire meglio quello che è successo attorno a me, attorno a noi, attorno alla vicenda del nostro progetto per La Maddalena. Non è facile usare l’introspezione per costruire un discorso che ambisce a una qualche generalizzazione. Sono due cose diversissime. Ma questa volta, ancor più delle altre, questo sforzo di esternazione è necessario. E forse anche un po’ utile. Ecco dunque alcuni spunti tra la cronaca, il ricordo e la riflessione sulla professione dell’architettura.
Alcune riflessioni sul G8 a La Maddalena, sulla sua rivista Abitare, raccontano quali soprusi, angherie ed ingiustizie ha dovuto subire in 10 mesi di lavoro “adrenalinico” “sull’isola dell’isola”. Sono riassunte nelle vesti di 1. testimone, 2. consulente, 3. progettista, 4. contabile, 5. regista, 6. vittima, 7. complice, 8. giornalista e 9. architetto.
Noi vi vogliamo proporre il capitolo 6: vittima… Sono stato vittima di me stesso, delle mie manie di grandezza, della scelta di coinvolgere 53 architetti (quasi tutti lavoravano con me per la prima volta) per fare al meglio un lavoro che forse avrei potuto fare (non meglio, ma bene) nel mio studio milanese con 15 fidati collaboratori. Ma quello che ho guadagnato in curiosità, relazioni, entusiasmo, l’ho perso in organizzazione e soprattutto in risorse economiche. Questo lavoro è stato un disastro finanziario. Ho già speso quasi tutto quello che ho guadagnato e oggi sono terrorizzato che l’impresa non mi fornisca il saldo finale. Dopo aver costruito in 10 mesi quello che di solito un architetto italiano costruisce in 15 anni, rischio in pochi mesi di chiudere uno studio professionale che ha 25 anni di vita. Non male come doppia accelerazione. Ma per qualche giorno sono stato anche vittima delle aggressioni via web di colleghi, a volte ignoti. Che sull’onda dell’emotività mediatica percepiscono come un fastidio ogni pur necessario distinguo, ogni ragionamento che entra davvero nel merito di quanto è successo. Che soffrono il successo altrui e non sanno convertire la gelosia in competizione. Che sono arrivati fino a scrivere il falso, il falso on-line, pur di trascinarti dentro un giudizio di scarsa moralità. Che evidentemente non digeriscono che si possa fare buona architettura pur senza rinunciare alla passione politica e civile. L’invidia che non si trasforma in un fertile spirito competitivo è un tarlo (auto)logorante. Di cui l’architettura italiana ha oggi il primato.

12. Chiarimenti da Stefano Boeri Architetti, riflessioni su La Maddalena

Il 23 febbraio 2010 Michele Brunello, coautore del volume Effetto Maddalena, una vicenda di architettura risponde a Luca Guido, leggi qui l’intervento, sugli incarichi, i costi delle opere e le persone coinvolte nell’opera de La Maddalena. Caro Luca, ti rispondo ora a nome di Stefano Boeri Architetti. Metto in copia anche il Direttore Prestinenza Puglisi, chiedendo la pubblicazione, su Presstletter.com, di questo approfondimento, se lo riterrà interessante, al fine di fornire dati approfonditi ai suoi lettori. Le questioni rivolte personalmente a Stefano Boeri le affronterete tra voi, se sarà il caso, ma provo a far chiarezza sul ruolo dello studio e sugli importi delle opere, in quanto coordinatore generale del progetto per Stefano Boeri Architetti (e come co-curatore del libro Effetto Maddalena assieme a Francisca Insulza). Il testo è lungo perchè la vicenda è complessa e bisogna analizzarla nella sua totalità. Mi sono trattenuto il più possibile da valutazioni personali e considerazioni generali, sulle quali sarò felice di avere uno scambio di opinioni con te in un altro contesto o quando avremo occasione di vederci.

13. Stefano Boeri: «Era lui a La Maddalena che controllava ogni cosa. I costi lievitati del 57%»

L’8 marzo il Corriere della Sera, a firma di Sergio Rizzo, dedica un’intervista a Boeri – leggi qui l’intervento
Architetto Boeri, si è pentito?
Per aver dedicato un anno di intenso lavoro, con i miei 50 collaboratori, al recupero dell’Arsenale de La Maddalena lavorando in maniera intensa e onesta, assolutamente no. Per il fatto di essere stato involontariamente partecipe di una vicenda che oggi evidenzia lati indecenti e illegalità ingiustificabili non posso che rispondere: sì. Mi crederà se le dico che lo spirito di partenza era del tutto diverso?

14. All’autore de “La Casta” (La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, Rizzoli, 2007) – lettera aperta dell’architetto Francesco Spadaro a Sergio Rizzo

Egregio dottor Sergio Rizzo, su Il Corriere della Sera di lunedì 8 marzo 2010 ho letto la sua intervista all’architetto Boeri, circa la sua esperienza di progettista per le opere connesse allo svolgimento del G8 a La Maddalena. Sono rimasto sbalordito. Sbalordito dal vittimismo e dall’assenza di senso del ridicolo da parte di un architetto, stimato dai più, la cui opinione trova spazio nelle pagine del Corriere con una periodicità sconosciuta a chiunque e senza alcun contradditorio. Dal 1993 ad oggi l’architetto Boeri viene citato dal Corriere circa 250 volte. La prima, simpaticissima, a firma di Lina Sotis – pag. 44, 2 marzo 1993. La sinistra non canta giovinezza – che sottolinea l’ingresso di un giovane al circolo De Amicis di Milano. L’ultima, ieri, con la sua intervista. Dalla 2003, nello stesso giornale, l’architetto Boeri è anche autore di oltre una trentina di articoli.

La ricerca è stata facilissima: è bastato digitare il nome Boeri (Stefano) in quello straordinario strumento che è l’Archivio Storico del Corriere. Gli argomenti degli articoli sono i più diversi, naturalmente legati ai temi dell’architettura, dell’ambiente, della città in genere e ovviamente del costume. Ogni genere di ovvietà è uscita dalla sua penna. Alcune sono esilaranti, tanto da ricordarmi Chance il Giardiniere, il mitico personaggio interpretato da Peter Sellers – Richard Henry Sellers detto Peter, nato a Southsea l’8 settembre 1925 e morto a Londra il 24 luglio 1980, celebre attore, regista e sceneggiatore inglese – nel film Oltre il Giardino (titolo originale Being There, pellicola americana del 1979), con i suoi equivoci capaci di caricare di significati parabolici le più banali raccomandazioni circa il momento della raccolta del mais. Che altro non sono, caro dottor Rizzo, titoli come La sfida Expo Milano parte dal Recupero delle Cascine oppure Parte l’assalto ai parchi Più regole anti-vandali insieme al giovanil-populistico Boeri: difendo i graffiti, arte segno del disagio se non slogan triti e ritriti, buoni per tutte le occasioni. Per lo più sono degli articoli di promozione di sé e delle sue relazioni.

In questo paese ognuno di noi ha il conflitto d’interessi che può. Chi tra politica e televisioni, chi tra professione e direzione di giornali di settore. Questo approccio giornalistico è iniziato già quando l’architetto Boeri era direttore di Domus, dove pareva che esistessero solo lui e Rem Koolhas, nota archistar, coinvolta dallo stesso Boeri, naturalmente e non solo, nella consulta per l’Expo. Ho pensato, visto che Boeri è un dipendente del Gruppo Rcs in qualità di direttore del mensile Abitare, che in qualche modo sia naturale servirsi delle opinioni di chi ti sta attorno. Ma da lì a permettergli di trasformare una testata come Il Corriere della Sera e la rivista di settore Abitare, nell’House Organ del suo studio mi sembra troppo.

Ma veniamo alla sua intervista, dottor Rizzo, intervista che ha fatto traboccare il vaso di bile di un povero architetto come me, spudoratamente invidioso della sua capacità seduttiva e quindi del successo personale dell’Architetto Boeri. In questa intervista, che riprende l’articolo che Boeri ha appena scritto sul suo Blog: Alcune riflessioni sul G8 a La Maddalena, sulla sua rivista Abitare, circa il suo operato a La Maddalena racconta quali soprusi, angherie ed ingiustizie ha dovuto subire in 10 mesi di lavoro “adrenalinico” “sull’isola dell’isola”. Esse sono riassunte nelle vesti di 1. testimone, 2. consulente, 3. progettista, 4. contabile, 5. regista, 6. vittima, 7. complice, 8. giornalista e 9. architetto.

Naturalmente non sto a tediarla riprendendo passo passo tutte le scuse (che nessuno gli ha chiesto) che accampa per distinguersi dagli arrestati (Balducci e compagni), con cui nessuno, che io sappia, lo associa e delle cui vicende, ci scommetterei, è pienamente estraneo. Ma alcune scuse sono talmente risibili che, forse, farebbe meglio a tacere, come quando sottolinea di essersi occupato del solo computo metrico delle opere edili e quindi di non essere in grado di percepire l’aumento dei costi. O quando si accorge che le “maggiorazioni” per l’urgenza spettavano solo alle imprese e non ai progettisti e nemmeno agli operai edili (si vede che è un architetto di sinistra, lo percepì nel ‘93 anche la Sotis). Boh, forse era distratto dallo “sforzo gigantesco per imporre la (sua) presenza quando i committenti venivano a visitare le opere”.

Dottor Rizzo, la invito a pungolare l’architetto Boeri attraverso l’autorevolezza che si è conquistato con i suoi libri e i suoi articoli di denuncia e, quindi, a rispondere, una volta per tutte, alle vere domande che gli vengono poste, magari sul Corriere, ovvero alla domanda più importante: con quali modalità ha ricevuto l’incarico di progettista/consulente per La Maddalena? E aggiungo: con quali procedure ha ricevuto l’incarico di progettista per la consulta dell’Expo? Con quali norme ha ricevuto l’incarico di progettazione per il Cerba in pieno Parco Sud alla faccia del tanto demonizzato “consumo di suolo”?

Come mai Il Corriere, il mio amato Corriere, non riesce ad interessarsi a nessun altra opinione circa la città, il territorio o l’ambiente se non a quella di Boeri? Forse perché nessuno può vantarsi di performance professionali quali: Non c’è dubbio che le nostre architetture riflettano uno sforzo esacerbato, teso ad evitare i cliché della geopolitica: uno sforzo per essere anti-celebrative, per immaginare spazi essenziali, per cercare una monumentalità non muscolare, ispirata alla percezione del paesaggio dell’arcipelago invece che ai cerimoniali del G8*… *Minchia. Un architetto così non si trova ovunque. Mi piacerebbe conoscere la sua relazione di progetto per le residenze sociali che ha realizzato recentemente a Seregno.

15. L’Effetto Maddalena di Stefano Boeri: Una brutta storia di corruzione

Alla Triennale di Milano, il 17 marzo 2010, è stato presentato il volume Effetto Maddalena, una vicenda di architettura uscito in libreria nel dicembre del 2009 – Editrice Abitare Segesta -
Una brutta storia di corruzione così ne parla Boeri – intervistato nell’occasione dalla webTv C6 guarda qui l’intervento: Si parla di una brutta vicenda che ha visto apparati dello Stato avere dei rapporti illegali con le imprese di costruzione… si parla anche di una vicenda tutta italiana tra politica grandi opere pubbliche e… anche architettura… nonostante le terribili cose di cui si parla su tutti i giornali che ci riguardano tutti… chi fa la professione di architetto… chi fa la politica… chi fa l’amministratore… la presentazione di oggi deve guardare all’architettura ma non dimenticare che quest’architettura è stata costruita anche insieme a vicende che sono molto preoccupanti.

A questo punto vogliamo ricordarvi che nell’intervista dell’8 marzo 2010 su Il Corriere della Sera, Sergio Rizzo chiede a Boeri: Non crede che questa brutta storia una cosa l’abbia almeno chiarita? Cioè che i grandi eventi non possono essere gestiti in questo modo, tanto meno dalla Protezione Civile?
Sono d’accordo. Anche se va detto che a gestire l’operazione non è stata la Protezione Civile.

Si parla di una brutta vicenda che ha visto apparati dello Stato avere dei rapporti illegali con le imprese di costruzione… si parla anche di una vicenda tutta italiana tra politica grandi opere pubbliche e… anche architettura…
Boeri, forse ti è sfuggito qualcosa?

Nella nostra intervista telefonica, registrata il 16 febbraio 2010, le ricordammo un dibattito a cui aveva partecipato Masterplan concettuale – Expo Milano 2015 svoltosi il 30 novembre 2009, quindi ante “la brutta storia di corruzione”, presso lo studio dell’architetto Emilio Battisti, tra i promotori della petizione “Per un Expo Diffusa e sostenibile” – leggi qui la petizione.
Nell’occasione, tra le tante domande, intervenne l’imprenditore dell’Ance Camillo Agnoletto – con cui lei ha appena presentato un’iniziativa sul Social Housing – che le pose la seguente questione sull’Expo 2015: ascolta qui l’intervento. Ma non è che con la tempistica che c’è, poi verrà fatta una legge speciale in deroga alla Merloni? – Lei così rispose – La vera domanda che tu poni è quella delle procedure… chi gestirà, con che possibilita di deroga sui tempi eventualmente, con che tipo di relazioni con le istituzioni locali?
Allora gli esempi che abbiamo sono esempi in cui l’emergenza viene portata avanti attraverso leggi speciali o attraverso il ricorso, come dire, a istituti che si occupano della gestione delle emergenze come la Protezione Civile.
Io ho vissuto una di queste esperienze, c’è qui un altro amico, Michele Brunello, che l’ha vissuta con me con effetti in parte devastanti in parte positivi, comunque molto, pensate su Milano, preoccupanti e questo è un tema politico fondamentale, cioè o Milano si attrezza in breve tempo o attraverso, perché no, una legge speciale ben fatta, forse in questo senso può essere una forma trasparente di gestione, altrimenti… insomma io… anche a me tremano i polsi…

Lo disse tre mesi fa, ricorda?ascolta qui l’intervento
Boeri è confuso – Potrebbe essere… mi sembra… potrebbe ovviamente…

È ancora su internet

Me lo guardo senz’altro. Potrebbe essere che abbia risposto che una vicenda come quella dell’Expo necessiti veramente di una procedura non di emergenza, quindi come dire assolutamente fuori da quelle logiche di maggiorazione che abbiamo seguito per esempio nella vicenda del G8. Quindi in questo senso. Adesso però mi è difficile, anche perché non ho sotto mano il testo della risposta, quello che lei mi dice può darsi che sia… Vorrei capirlo bene naturalmente.

Guardi io glielo sto ripetendo, perché non ho interesse alcuno…

No, no, ma lo capisco, però io mi leggo la cosa e poi le rispondo.

Più che leggere la deve ascoltare perché è una registrazione del suo intervento.

No, voglio dire, non sto discutendo il contenuto, ma naturalmente, visto che si tratta di un punto molto importante oggi, viste le cose successe, preferisco capire.
Attendiamo, nel caso, diritto di replica.

Finale 1

Lo scrive – i commenti in Abitare.itl’aretino Pietro architetto Pagliardini (architetto toscano con studio ad Arezzo): Architetto Boeri, perdoni la sincerità, ma lei mi è alquanto antipatico, e questo giudizio è lecito nei confronti di un personaggio pubblico quale lei è.

Non mi piace la sua architettura, lei parla troppo, quasi ogni giorno, ammanta il suo lavoro di valori che secondo me non ha: il grattacielo ecologico, la campagna dentro la città, ecc. che io considero omaggi al politicamente corretto. Lei dovrebbe essere criticato, sì, ma per il suo lavoro di architetto e per le sue idee, per quello che dice e scrive. Dovrebbe però chiarire come ha avuto l’incarico e, se fosse dipeso da amicizia e stima da parte di qualche potente, io personalmente non ci vedrei niente di strano. Però occorre saperlo, altrimenti c’è un vuoto nell’informazione che rischia di inficiare tutto il discorso. L’importante è che non sia avvenuto in maniera illegittima e che lei abbia fatto bene il suo lavoro e, mi sembra di capire, che così è stato. Bisognerebbe perdere tutti quel tanto di moralismo che avvelena questo paese e dal quale talvolta anche lei non è esente. Non nei confronti degli altri, e questo le fa onore, ma nei confronti delle sue architetture cui lei, come ho già detto, attribuisce troppo spesso “valori” che non appartengono alla categoria architettura ma a quella della comunicazione.

Finale 2

Lo scrive Sandro Roggio per Eddyburg, il blog dell’urbanista Edoardo Salzano – leggi qui l’interventoOra pare – e Boeri non ha colpe dirette – che il progetto non sia più presidio di trasparenza amministrativa – come dovrebbe essere sempre. Sembra di capire che nel cantiere G8 i collaboratori entusiasti dell’architetto siano stati impegnati a registrare le soluzioni tecniche decise dalla cricca, la quale – ricordiamolo – aveva l’obiettivo primo di fare lievitare i costi. Quel progetto è stato travolto lì, ma chissà quante volte accade. Non c’è da stupirsi (e magari lo si poteva sospettare in quel de La Maddalena). Si è indebolita nel tempo l’idea che il progetto debba avere un compito virtuoso, tenere le distanze dall’impresa altrimenti egemone. Lo sanno bene gli urbanisti quanto il piano sia stato fiaccato dall’idea che le soluzioni si debbano contrattare con i palazzinari. Architetti e urbanisti uniti nella lotta? Potrebbero farcela, se studieranno con cura le mosse degli “operatori” negli scenari del crimine: io mi sono appassionato alla lettura delle intercettazioni, alcune sono avvincenti (la cronaca è letteratura compressa – diceva Oscar Wilde) e spiegano tante cose utili a capire come gira il mondo.

Finale 3

Giovedì 8 aprile 2010 alle ore 18.00 alla Casa dell’Architettura di Roma, Stefano Boeri e Luigi Prestinenza Puglisi discuteranno di “Effetto Maddalena. Una Vicenda di Architettura”.

P.S. Dell’Expo 2015, se ne riparlerà nel prossimo numero.