Come è anche possibile osservare con estrema facilità, negli ultimi anni il mondo del lavoro ha subito delle trasformazioni molto profonde, caratterizzate dallo sviluppo in maniera rapida delle tecnologie impiegabili in vari ambiti. Tutto questo ha chiaramente contribuito anche alla nascita di nuove sfide globali.

Nonostante questo scenario sia in costante evoluzione, e si stia espandendo in ogni angolo del mondo, l’Italia continua a presentarsi come un luogo ricco di opportunità per l’apertura e lo sviluppo di nuove attività commerciali e d’impresa.

L’imprenditoria italiana, del resto, ha una storia molto peculiare, fatta di successi e innovazioni su larghissima scala, capace di contribuire a plasmare il tessuto economico dell’Europa intera.

La sua posizione strategica nel cuore del Mediterraneo, le ricchezze naturali e storiche e l’elevata qualificazione dei lavoratori italiani, al di là del settore di riferimento, ha permesso al Bel Paese di guadagnare sempre più attenzione da parte di imprenditori del territorio, così come di stakeholders internazionali.

A prescindere dai fattori positivi, comunque, è necessario tenere conto che fare impresa in Italia comporta dei rischi e delle sfide che i potenziali investitori devono assolutamente prendere in considerazione. La burocrazia è una materia molto complessa, del resto che, tra tasse elevate e lentezza delle procedure può costituire ostacoli anche significativi. In ogni caso, nel corso del tempo i Governi italiani susseguitisi hanno dimostrato una crescente attenzione nei confronti degli investimenti d’impresa, erogando decreti utili ad ottimizzare la nascita di nuove aziende sul territorio, in modo da promuovere l’imprenditorialità.

Oltre agli aspetti burocratici, però, un imprenditore o aspirante tale deve mettere in conto numerosi altri fattori che, in generale, possono applicarsi anche alla tipologia di mercato a cui si è interessati. In questo senso, comunque, il carattere territoriale risulta essere altrettanto importante e, per questo motivo, abbiamo redatto questo approfondimento all’interno del quale parleremo delle regioni più redditizie in funzione del settore in cui si intende fare impresa nel territorio italiano.

Lombardia

Impossibile non iniziare questa classifica se non con la regione che ospita la capitale economica italiana. La Lombardia è, grazie a Milano – ma non solo – la regione più economicamente sviluppata di Italia. La capitale finanziaria e commerciale del nostro Paese spicca sul panorama internazionale per industrie come quella manifatturiera, oltre che per settori come quello finanziario e delle tecnologie. La Lombardia, però, oggi presenta un mercato molto ricco e competitivo, all’interno del quale un’azienda nuova potrebbe arrancare senza prima affermarsi in hub meno ambite.

Emilia-Romagna

L’Emilia-Romagna è ben nota ai più per essere un’importante area industrializzata d’Italia, pur presentando un’economia diversificata. Di sicuro, in questo variegato contesto, Bologna spicca come uno degli ambienti più produttivi e redditizi per le imprese. Il capoluogo emiliano offre numerose opportunità a chi decide di investire al suo interno, a patto che sin dal principio si interagisca con professionisti del settore, a partire dalla ricerca di annunci di attività in vendita a Bologna, capoluogo di regione. In ogni caso, tra i settori più convenienti in cui investire in Emilia ci sono sicuramente quello automobilistico e agroalimentare.

Campania

Il Sud Italia non è assolutamente da meno e, mentre i contesti industriali più innovativi si sviluppano nel Settentrione, il Meridione offre strategie di impresa riguardanti l’innovazione del digitale, oltre a panorami più tradizionali come quello della manifattura e del commercio. La Regione, inoltre, è nota per le produzioni storiche e artistiche di grande spicco e, la ceramica, ne è un esempio lampante. Investire in Campania vuol dire avere grande sensibilità nei confronti di settori tradizionali all’interno dei quali esercitare un apporto innovativo per diversificarsi dalla pletora di competitor presenti sul territorio nazionale.