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Alla conquista delle riserve artiche
con due basi, nel Caucaso e negli Urali
Due nuove centrali e, ora, Enel e Eni puntano ai giacimenti
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La notizia, odierna, riguarda l’inaugurazione – che è avvenuta, in effetti, ieri – di una centrale a gas combinato nella regione di Sverdlock, negli Urali, la seconda in pochi giorni, dopo una prima nella regione caucasica di Nevinnomyssk. Notizia perché capofila del progetto è Severenergia, società italo-russa partecipata al 49% da Arctic Russia BV, joint venture formata da Eni (60%) e Enel (40%) – il restante 51% appartiene, invece, a Yamal-Razvitie, detenuta dai gruppi Gazprom, publico, e Novatek, privato. Si tratta, in effetti, delle prime realizzazioni in terra russa finanziate da capitale straniero.
Le mire sulle risorse russe da parte di Enel e Eni risalgono, d’altra parte, al 2007, e da allora, l’investimento, per Enel, assomma a 4,5 miliardi di euro. E siamo solo a metà strada: un altro miliardo di euro verrà investito da Enel, da qui al 2015, per la produzione di gas nella regione artica di Yamal, dove si stimano riserve per circa 330 milioni di tonnellate di petrolio e 109 di gas. All’inaugurazione, ieri, è intervenuto, in teleconferenza lo stesso Putin, che plaude alla partnership e apprezza gli impegni assunti da Enel per migliorare l’efficienza delle centrali nella regione di Sverdlock – per cui sono previsti altri stanziamenti, quantificati solo in parte e già consistenti in 270 milioni di euro.