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Abitare, il medioevo prossimo venturo,
villaggi e megalopoli a misura d’uomo
Housing evolution, "Eco Density" nella metropoli Milano
Villette stampate nei piccoli Comuni e regolamenti edilizi "verdi" per tutti
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L’abitare del futuro potrebbe essere molto diverso da come lo immagina ciascuno di noi. Se l’italiano ha sogni moderati – una villetta indipendente da 100 mq. con il giardino, in un quartiere tranquillo – gli architetti ragionano in grande e progettano città- alveare ma a misura d’uomo. Se la popolazione della penisola studio Housing Evolution della società Makno tende ad abbandonare i grossi condomini e a spostarsi in quelli piccoli, fuori dal centro, o in villette in Comuni minori, le archistar pensano ad alloggiare la popolazione mondiale in una ventina di megalopoli di 50-100 milioni di unità ciascuna per preservare lo spazio e consentire la crescita demografica in condizioni di vita accettabili.


ABITARE IL DOMANI
A Vancouver, in Canada, è stato coniato il termine Eco Density per indicare il piano regolatore che comprende aree ad altissima densità di popolazione ma compatibili con l’ambiente. Gli spazi abitati, sia nell’immaginario dei progettisti che dei loro committenti, poi sono sempre più destrutturati e interattivi. Tendono ad annullare la distinzione fra costruito, ambiente e società, tra interno ed esterno con porte scorrevoli che aprono su terrazzi e giardini o aprono un soggiorno alla cucina. La tecnologia consente poi di modellare la materia in forme sempre più personalizzate, rompendo quella legge di stanze composte da pareti verticali e pavimenti/soffitti orizzontali. L’ingegnere italiano Enrico Dini di Pontedera, ha messo a punto un macchinario, la stereolitografia o stampa 3D, in grado di stampare forme complesse di case a partire dal file grafico di un modello tridimensionale. Enormi stampanti dalle quali escono calchi in cemento armato che si trasformano in abitazioni in soli 30 giorni.
In Cina sta per sorgere una nuova città per 75mila persone, progettata dall’architetto italiano Joseph Di Pasquale e voluta dal governo prevedendo di decuplicare l’attuale indice abitativo. Il progetto ha vinto la gara per aver assolto alla funzione di organizzare in modo efficiente il nucleo urbano e la mobilità della sua popolazione mantenendo l’aspetto simbolico della cultura locale nell’edificio più alto: il Diamond Mansion, che evoca l’abbraccio di due innamorati con un foro al centro nel quale, due volte l’anno, il sole si trova esattamente al centro. Il tutto impiegando le più avanzate tecnologie di sostenibilità ambientale ed energetica. Di Pasquale, che è anche docente di Composizione architettonica al Politecnico di Milano, poi vorrebbe cimentarsi in una sfida maggiore: la riqualificazione delle periferie urbane delle vecchie città europee. Magari proprio a partire dal verde. Negli ultimi due anni di crisi economica, le zone adiacenti a parchi e giardini hanno, infatti, mantenuto intatto il loro valore o comunque lo hanno protetto da brusche flessioni del mercato più che altrove.

IMMOBILIARE SEMPRE VERDE
Secondo l’ultimo rapporto dell’ufficio studi Gabetti, che ha esaminato 17 zone verdi in tre metropoli italiane, a Roma prezzi delle zone vicine ai parchi hanno perso solo uno 0,6% contro il -8% medio di mercato, a Milano il 3,2% contro il calo medio del 7,5%, a Torino si sono addirittura rivalutate del 3,3% contro il ribasso medio del 10,7%. Il verde circostante non è ovviamente l’unico criterio che dà valore ad un immobile, spiega Guido Lodigiani, responsabile dell’ufficio studi Gabetti, ma è indubbio che premia, “segno del crescente interesse per una migliore qualità dell’abitare. Lo dimostra il trend dei singoli quartieri “verdi”. A Milano, per esempio, la zona dell’Arena, intorno al Parco del Castello Sforzesco, ha visto una buona tenuta dei prezzi che, in alcuni casi, sono lievemente saliti. Mentre il quartiere dell’Arco della Pace, ad alta densità di locali notturni, ha perso ben il 9,6%. Ha tenuto poi la zona Solari (-2%), dove il Parco è stato riqualificato da un paio d’anni. Il verde deve, tuttavia, avere determinate caratteristiche per dare valore ad un edificio. Deve essere centrale, pulito, sicuro, tranquillo, illuminato e recintato. Al contrario, rischia di contribuire negativamente sulla valutazione di un immobile.

Il Rapporto 2009 di Cresme-Legambiente attesta che quasi 600 città italiane hanno adottato obblighi o incentivi per ridurre i consumi energetici delle abitazioni di nuova costruzione.

GREEN BUILDING
Intanto, sempre più Comuni scoprono bioedilizia, bioarchitettura o progettazione ecocompatibile. Quasi 600 città d’Italia, attesta il Rapporto Onre 2009 di Cresme-Legambiente, hanno adottato obblighi o incentivi per ridurre i consumi energetici delle abitazioni di nuova costruzione. Un terzo circa impone norme analoghe anche nelle ristrutturazioni: pannelli solari, isolamento termico, utilizzo di materiali riciclabili, recupero di acque piovane. Il caso più diffuso: oltre 250 regolamenti impongono di installare il solare termico per coprire una quota (fino al 70%) del fabbisogno d’acqua calda sanitaria. Quanto agli incentivi, 35 amministrazioni sovvenzionano il ricorso a biomasse per uso domestico (caldaie con trucioli di legno e pellets). I Comuni più attivi in questa normativa che è andata crescendo nell’ultimo triennio sono quelli del Centro-Nord. Quello milanese di Carugate, tra i primi a percorrere la strada della sostenibilità, ha tra l’altro dimostrato che, a volte, le scelte “verdi” hanno costi limitati. Per esempio, da uno studio commissionato da quell’amministrazione locale è emerso che con un surplus del 3% nell’investimento si poteva arrivare a una riduzione del 40% nei consumi per il riscaldamento.

REGOLAMENTI EDILIZI ECO COMPATIBILI
I COMUNI DELL’AREA METROPOLITANA DI MILANO


Provincia di Como – Con il regolamento edilizio tipo redatto dalla Provincia di Como nel 2003 vengono introdotti una serie di obblighi ripresi nei regolamenti edilizi di decine di Comuni dell’area. Per esempio, nella progettazione degli edifici è obbligatorio ridurre gli effetti indesiderati della radiazione solare. E’ obbligatoria l’installazione di impianti solari termici per coprire non meno del 50% del fabbisogno energetico annuo di acqua calda sanitaria e quella di impianti solari fotovoltaici allacciati alla rete elettrica di distribuzione.

Provincia di Milano – Le linee guida provinciali del 10/12/2007, con le successive modifiche del 24/04/2008, hanno consentito alla maggioranza dei Comuni del milanese di redigere un regolamento edilizio sostenibile. Anche qui gli edifici di nuova costruzione devono essere posizionati con l’asse longitudinale principale lungo la direttrice est-ovest con una tolleranza di ± 45° e le interdistanze fra edifici contigui all’interno dello stesso lotto devono garantire, nelle peggiori condizioni stagionali (21 Dicembre), il minimo ombreggiamento possibile sulle facciate. Gli ambienti nei quali si svolge la maggior parte della vita abitativa devono essere disposti a sud-est, sud e sud-ovest. Gli spazi che hanno meno bisogno di riscaldamento e di illuminazione (box, ripostigli, lavanderie e corridoi) devono essere preferibilmente disposti lungo il lato nord e servire da cuscinetto fra il fronte più freddo e gli spazi più utilizzati. Vengono richiesti sistemi di schermatura efficace per la protezione dal sole nei periodi caldi e l’obbligo di soddisfare il fabbisogno di acqua calda con pannelli solari termici viene aumentato al 60%. Per i nuovi edifici è obbligatoria la predisposizione per l’installazione anche in fasi successive di un impianto solare fotovoltaico dimensionato per coprire una potenza di picco pari a 1 kW.

Provincia di Varese – Nel 2006 la Provincia di Varese ha redatto il “Quaderno per la sostenibilità energetica ed ambientale nell’edilizia” in cui si definiscono gli obblighi da inserire nei regolamenti edilizi comunali. L’obiettivo è migliorare il microclima interno, sfruttando le risorse energetiche rinnovabili, in particolare la radiazione solare; l’adozione, nella progettazione degli edifici, di strategie per ridurre gli effetti indesiderati della radiazione solare nei mesi estivi; l’installazione nei nuovi edifici di impianti solari termici integrati e dimensionati per coprire non meno del 50% del fabbisogno energetico annuo di acqua calda sanitaria. Diventa inoltre obbligatoria l’installazione di impianti alimentati con fonti rinnovabili per la copertura del 30% del fabbisogno energetico primario.

Provincia di Lecco – Dalla ricerca emerge che in 432 Comuni su 557 sono previsti obblighi, promozione e/o incentivi sull’isolamento termico degli edifici, ma anche il ricorso a tetti verdi e a serramenti ad alta efficienza. Una nota estremamente positiva è quella degli 11 Comuni della Provincia di Lecco in cui vige l’obbligo, per la realizzazione di nuovi edifici, di creare una copertura a tetto verde per almeno il 30% della superficie.

Utilizzo di tecnologie per l’efficienza energetica – In Lombardia come in Emilia Romagna sono molte poi le Amministrazioni locali che vantano una tradizione che prevede incentivi, promozione o l’obbligo di allacciamento ad una rete di teleriscaldamento, l’uso delle pompe di calore o il collegamento ad impianti di cogenerazione per il riscaldamento invernale e la climatizzazione estiva delle case.

Bergamo – Villaggio del Futuro – Uno dei quartieri sostenibili più interessanti indicati dal Rapporto di Legambiente è quello nato nella periferia di Bergamo e chiamato Villaggio del Futuro. Il complesso è costituito da edifici con certificato CasaClima di Classe A, realizzati seguendo tutti i principi della bioedilizia. In particolare, è stato curato l’isolamento delle pareti esterne, ottenuto con materiale composto da fibre di legno e fibre minerali, che potrà essere riciclato al termine del ciclo di vita come le restanti parti degli edifici. Sono inoltre ridotte le esposizioni a nord mentre quelle a sud sono dotate di schermature che permettono l’ombreggiatura totale delle vetrate.