Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo.
Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità.
Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero.
A partire da queste premesse vi racconteremo fatti, citeremo le fonti, daremo le nostre opinioni, pubblicheremo quelle di altri e non censureremo alcun commento, salvo il palese riscontro di illegalità.
Berlusconi sulla pubblicità “Non datela ai media catastrofisti”
Il primo caso si riferisce al nostro Premier, Silvio Berlusconi, che parlando a Santa Margherita Ligure nel luglio 2009, invitò gli imprenditori a non effettuare inserzioni pubblicitarie ai giornali «che remano contro». Non può essere qualificata nei termini di diffusione di notizia falsa – sostiene il procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco – poiché l’aver definito sui media parte della stampa come “catastrofista” per le posizioni che aveva assunto rispetto al tema della crisi economica costituisce una valutazione senz’altro opinabilissima, ma che proprio per questo non si presta a quella valutazione nei termini vero/falso necessaria a integrare l’elemento oggettivo della manipolazione informativa». Le dichiarazioni di Berlusconi portarono anche a una causa civile promossa dal gruppo dell’Espresso. Secondo la ricostruzione di Greco, che circa un anno fa aveva chiesto l’archiviazione di cui oggi si conoscono le motivazioni, «l’esplicito invito agli imprenditori a non rivolgersi alla stampa “catastrofista” per acquistare spazi pubblicitari non essendo un’operazione sul mercato non può rientrare tra le operazioni simulate».Un anno fa il pm Greco chiese archiviazione, queste le motivazioni riportate da Il Giornale venerdì scorso. Ma c’è dell’altro nelle motivazioni della sentenza … Secondo la ricostruzione del procuratore di Milano “l’esplicito invito agli imprenditori a non rivolgersi alla stampa ‘catastrofista’ per acquistare spazi pubblicitari non essendo un’operazione sul mercato non può rientrare tra le operazioni simulate. L’ipotesi di aggiotaggio non è configurabile già sul piano dell’elemento oggettivo e in ogni caso non è ravvisabile nella condotta il profilo soggettivo della manipolazione del mercato”. Alla fine della sua richiesta di archiviazione il rappresentante dell’accusa spiega inoltre: “Il fatto di favorire gruppi editoriali in danno di altri potrebbe integrare altre ipotesi di reato, tenuto conto anche delle modalità astrattamente diffamatorie che connotano la condotta ascrivibile all’indagato”. Ma, fa osservare, il pm Greco “si tratta di fattispecie di reato per le quali la competenza appartiene ad altra procura della Repubblica”. In pratica secondo i pm di Milano si potrebbe procedere per abuso d’ufficio, diffamazione e illecita concorrenza con minaccia o violenza, ma farlo toccherà eventualmente ai colleghi inquirenti di altre città.
Adesso il giudice Giordano potrà decidere di archiviare direttamente o di convocare l’udienza camerale alla presenza delle parti per ordinare eventualmente al pm nuovi accertamenti. … ma già il presidente del Consiglio è stato convocato il 21, 22 o 23 gennaio dalla Procura di Milano per l’interrogatorio sul caso Ruby … e i giudici chiederanno il rito immediato. Ipotizzati i reati di prostituzione minorile e concussione. Case e regali, le 14 ragazze dell’inchiesta vivono tutte a “Milano Due”, sesso in cambio dell’affitto. Coinvolti anche Emilio Fede, Lele Mora e il consigliere regionale Nicole Minetti (che reclutava le escort). La notizia è ovviamente su tutti i giornali del mondo.
Fare il catastrofista porta alla “rovina” … dell’economia globale! Il caso di Nouriel Roubini
Il “dottor Doom”, dottor rovina, come è stato soprannominato il professore di economia alla New York University Nouriel Roubini, già il 7 settembre del 2006 aveva previsto nei minimi dettagli tutte le fasi di questa crisi finanziaria.Nei mesi a venire aveva avvertito, parlando in un convegno del Fondo Monetario Internazionale, che gli Stati Uniti erano di fronte ad un deprezzamento degli immobili, ad uno shock petrolifero, ad un rapido calo di fiducia dei consumatori e, infine, una profonda recessione. In quell’occasione aveva snocciolato una deprimente sequenza di eventi: i proprietari di casa impossibilitati a pagare le rate dei propri mutui, migliaia di miliardi di dollari a garanzia dei mutui sparsi per il mondo e l’intero sistema finanziario globale bloccato. Gli sviluppi di queste situazioni avrebbero paralizzato o distrutto gli hedge fund, le banche d’affari ma anche le più grandi istituzioni finanziarie come Fannie Mae e Freddie Mac.Ovviamente il pubblico rimase scettico e il moderatore, appena Roubini abbandono la sua postazione da oratore, affermò: “Penso che dopo tutto ciò avremo bisogno di un drink abbastanza forte”, scatenando l’ilarità dei presenti. Non senza ragione. A quell’epoca, la disoccupazione e l’inflazione erano a bassi livelli, e l’economia, seppur leggermente, continuava a crescere nonostante la corsa al rialzo del prezzo del petrolio. Inoltre, Roubini era noto per il suo pessimismo perenne e la sua predizione non faceva uso di modelli matematici; ciò portò a rigettare le sue intuizioni perchè proveninavano da un pessimista di carriera.
Tuttavia Roubini si vendicò abbastanza presto. L’anno successivo gli istituti che piazzavano mutui subprime cominciarono ad andare in bancarotta, gli hedge fund cominciarono a scendere, i mercati a precipitare. C’era anche un calo dell’occupazione, del valore del dollaro, e una crescente senzazione di panico nei mercati finanziari. Intervenne la Federal Reserve con il suo piano di salvataggio, compiendo il primo di una serie di interventi economici poco ortodossi, compreso il taglio di mezzo punto sul tasso di sconto ufficiale e comprando decine di miliardi di dollari in garanzie dei mutui. Quando Roubini torno a parlare al Fondo Monetario Internazionale, nel settembre del 2007, predisse una crescente crisi di liquidità che avrebbe infettato ogni settore finanziario. Questa volta nessuno rise. Se la prima volta era stato giudicato come un matto, dopo un anno era diventato un profeta.Roubini, che ha 50 anni, è nato ad Istanbul, si è trasferito con la sua famiglia a Teheran all’età di due anni, successivamente a Tel Aviv ed infine in Italia, dove è cresciuto ha studiato e si è laureato all’Università Bocconi di Milano. Successivamente si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha frequentato un dottorato in economia internazionale ad Harvard.
Per il prossimo futuro quali sviluppi economici vede Roubini?A questa domanda risponde: siamo in recessione, e negarlo è un non senso e no è ancora finita. Il nuovo anno sarà marcato da una crescita debole dei paesi industriali e da un’inflazione elevata in quelli emergenti, ma soprattutto da una grande instabilità monetaria che potrebbe addirittura causare l’uscita dall’eurozona dei suoi membri più deboli. Secondo Nouriel Roubini, infatti, i piani di rigore e le riforme dolorose ma necessarie per risolvere il problema del debito sovrano di Grecia, Irlanda, Italia, Spagna e Portogallo (“Piigs”) devono andare avanti.
Con il Catastrofismo si fanno i soldi quando le cose vanno male
Scrive Il Sole24Ore … Non tutto il male viene per nuocere, dice il proverbio. E gli specialisti dell’ingegneria finanziaria hanno trovato il modo di sfruttare anche i disastri naturali. I cat bond sono l’espressione stenografica di catastrophe bond, ‘obbligazioni-catastrofe’. Questa è la definizione per Cat bonds o meglio detti Catastrophe bonds.
Sembra follia, ma non lo è affatto. Stante la volatilità del mercato e la perdurante incertezza dell’azionario, facoltosi investitori privati e hedge funds stanno diversificando i propri giochi alla continua ricerca di assets che non si muovano in tandem con le equities e i prodotti a rendimenti fisso. Già, perché negli Usa ma non solo la hot stuff cioè la “roba che scotta” dell’investimento nel 2011 sono i cosiddetti “cat bonds”, strumenti legati alla probabilità di eventi naturali catastrofici in varie parti del mondo. Per cui se vedete un vostro conoscente, amico o parente piangere come un bambino di fronte alle immagini di un uragano nel Golfo del Messico o di un terremoto in Giappone oppure, stando all’attualità, alle devastanti alluvioni che stanno piegando Australia e Brasile, non pensate a un eccesso di sensibilità umana o ambientale: probabilmente ha solo perso un sacco di soldi.