
House living and business, web magazine dell’Industria dell’Abitare, dedica da questo numero una rubrica fissa all’EXPO 2015. Perché partiamo dal modello di una “green economy” per valorizzare la qualità italiana e muoviamo dall’Eco pensiero per affrontare gli argomenti di nostra competenza Architettura, Edilizia, Costruzioni, Immobiliare, Real estate, Tecnologia, Impiantistica, Formazione, Design, Arredamento, Illuminotecnica, Arte, Antiquariato, Cultura del Verde, Servizi. E vogliamo mettere l’accento sulla visione dell’ambiente naturale e dell’ambiente costruito come motore di una nuova economia. Diventiamo a livello europeo e internazionale il laboratorio per la ricerca e la realizzazione dell’edificio e della casa ecosostenibile del futuro, dell’innovazione nel design e nell’arredamento per un’ecologica integrazione abitativa.
A millenovecentoventigiorni all’alba da un evento epocale come Expo Milano 2015, al secondo numero del nostro web magazine apriamo la finestra dell’informazione a ritroso, cioè da una rassegna stampa che evochi la memoria del percorso che ha portato Milano a candidarsi per l’Esposizione universale e indicando dati e numeri del progetto secondo gli organizzatori, per poi arrivare alle controproposte già in atto e al dibattito che certo non si esaurirà su questa colossale opportunità che lascerà segni importanti sul territorio anche dopo il termine della manifestazione nell’ottobre del 2015.
Ci scusiamo, anticipatamente, per eventuali omissioni, accoglieremo con piacere aggiunte, rettifiche e proposte da qualsiasi parte queste giungano.
29 Aprile 2009 Presentazione della petizione
«Milano Expo 2015: città sostenibile dopo la crisi»
Alla fine del mese di aprile 2009 venne presentata al sindaco Moratti una petizione che allora raccoglie va allora 400 adesioni da parte di architetti, storici, liberi professionisti. Alla luce anche di quanto era emerso dagli incontri organizzati dall’Ordine degli Architetti di Milano e Provincia sull’esito delle opere architettoniche realizzate nelle Esposizioni universali del passato, i firmatari chiedono sostanzialmente che non sia edificata la nuova area espositiva in vista di Expo 2015. Piuttosto auspicano che le finanze disponibili siano finalizzate a riqualificare le aree già esistenti. Una «proposta di buon senso». La presentano così: sono architetti, liberi professionisti, imprenditori, storici, rappresentanti della società civile. Tutti amanti di Milano e tutti sostenitori dell’Expo, «perché davvero è la nostra occasione». Si sono trovati col passaparola ed erano già una settantina. Questa la tesi di Paolo Deganello ed Emilio Battisti promotori della petizione Per una Expo 2015 diffusa: città sostenibile dopo la crisi che potete leggere qui. Ad oggi sono milletrecentoquaranta i firmatari di questo appello preparato, anche alla luce di quanto emerso durante gli incontri organizzati dall’Ordine degli Architetti.
28 Maggio 2009 – Convegno Nuove forme per una vocazione storica
Opere e Strategie per l’area metropolitana milanese del 2015
Forum di Architettura organizzato dal Sole 24ore. Ad aprirlo il commissario straordinario per Expo 2015 Letizia Moratti che aveva illustrato nel merito lo stato dell’arte del suo mandato, fino ad ora contraddistinto da 2 linee portanti:
- EXPO come progetto italiano: già firmati 50 accordi con le numerose città, ‘da Sondrio a Ragusa’, che si sono volute consorziare per la loro valorizzazione turistica in relazione ad Expo Milano, con ricadute stimate di 500 milioni per Roma, 400 per Venezia e Napoli etc.
- EXPO come Solidarietà Internazionale: Milano dimostra la sua vocazione al volontariato, avendo già in corsa 40 progetti internazionali di cooperazione legati alle tematiche dell’Esposizione internazionale, coordinati con i diversi Ministeri competenti, anche grazie alla collaborazione di Banche e dell’Associazione di imprenditori ‘amici per Expo’. Il Sindaco di Milano in questa sede rilancia un attacco ai media «i media creano confusione inutile» rispetto alle informazioni sui tempi e i luoghi dell’Expo. Le contraddittorie voci della stampa riguardo diverse ipotesi di ubicazione della manifestazione – prosegue la Moratti – non fanno i conti con le precise prescrizioni concordate in fase di candidatura con il BIE, che non vuole una localizzazione diffusa, ipotesi, dice, già proposta a suo tempo anche dall’amministrazione, né in aree già esistenti (vedi Fiera).
3 Giugno 2009 – Serata d’onore alla Triennale di Milano
Oltre 2015, Cronaca di una morte annunciata?
Al dossier di candidatura del Comune che riportava espliciti riferimenti a funzioni urbane rinnovate ed infrastrutture come effetti permanenti e positivi sulla città hanno fatto eco diverse autorevoli proposte e commenti: Il parco per bambini “Aulì aulè” di Fulvio Scaparro – La città ideale, affascinante sogno di Guglielmo Mozzoni – L’Expo diffuso nella città di Battisti e Deganello – Il no expo di Vittorio Gregotti – L’Expo scetticismo di Renzo Piano – Il disastro Expo dell’ipercritico Vittorio Sgarbi – L’evento anacronistico da terzo mondo culturale di Pierluigi Cervellati – La celebrazione di rimasugli inutili (gli stand) di Paolo Portoghesi – Lo scetticismo degli effetti duraturi sulla città di Alessandro Benevolo – La preoccupazione di un luna-park abbandonato di Gae Aulenti. Cassandre snob, intellettuali senza sintesi, che suonano il de profundis su una manifestazione fortemente voluta per rilanciare il ruolo di Milano, culla della “cultura del fare”, quale locomotiva economico-culturale per la ripresa del Paese?! Per la cronaca dell’evento – sito dell’Ordine degli architetti di Milano. Leggere Qui
9 luglio 2009
Lettera della Moratti a Battisti e Deganello (promotori della petizione)
Vi ringrazio per la lettera del 25 giugno scorso, che richiama i contenuti della precedente e dimostra il grande interesse Vostro e dei Vostri colleghi per l’Expo del 2015; Expo che, come nel passato, chiama l’attenzione etica e creativa di tutti gli architetti e i progettisti, i quali nel corso degli ultimi secoli hanno trovato sempre una palestra formidabile nella realizzazione delle Esposizioni Universali. Esposizioni che hanno visto coinvolte le capacità precognitive e innovative della scienza, dell’industria e dell’architettura in un’unica arena, dove nell’arco di sei mesi vengono presentati gli ultimi traguardi raggiunti nel progresso democratico e civile dell’umanità intera. Di fatto l’architettura è sempre stata chiamata a rappresentare oltre a tutte le innovazioni tecniche e materiali, anche l’evoluzione globale dei diversi linguaggi espressivi e le anticipazioni del prossimo futuro. Partendo da questi presupposti, voglio innanzitutto rassicurarVi del fatto che intendiamo imparare dalle esperienze precedenti e non ripeterne gli errori, impostando, anche in uno stretto dialogo con il BIE, una nuova modalità di approccio all’evento adeguata al nostro tempo.
14 Luglio 2009 – L’Associazione Expo diffusa e sostenibile
Le critiche strutturali al dossier ufficiale di candidatura
«Il progetto per l’Expo 2015 porta alla realizzazione di un pezzo di città che, una volta terminato l’evento, sarà difficile da integrare con la città attuale e potrebbe diventare una cattedrale nel deserto». Rivedendo con il BIE la formula organizzativa, «considerando il fatto che la crisi economica ci imporrà di ricalibrare i nostri progetti e terrà lontani molti dei visitatori previsti inizialmente, si potrebbero garantire gli stessi volumi di spazi espositivi sfruttando però i contenitori che già esistono, opportunamente adeguati» – Questa la tesi sostenuta dai promotori. «L’Expo – spiega Paolo Deganello – potrebbe diventare occasione per sperimentare un turismo low cost in queste strutture trasformate in agriturismo, destinate soprattutto ai giovani. Diventerebbe, questa, l’occasione per creare una maggiore connessione fra Milano e il mondo agricolo che la circonda: attuando nuove modalità di produzione, diffondendo esperienze come quella della Cascina Rosa, sull’alimentazione a prevenzione delle malattie e così via».
A fronte della riqualificazione delle cascine, nel centro urbano potrebbe esserci un intervento di riqualificazione sostenibile e pensata per l’autosufficienza energetica delle migliaia di appartamenti e di terziario sfitti esistenti a Milano. In sintesi, l’idea è che chi verrà a Milano nei mesi dell’Expo potrà sperimentare l’ecosostenibilità come modo di vita: dormire in un agriturismo, mangiare cibi biologici e biodinamici, muoversi su mezzi pubblici non inquinanti, visitare mostre in spazi pubblici già sparsi per la città, verificare nuove forme di agricoltura, imparare a cucinare cibi che prevengono le malattie più gravi. Il tutto, proteggendo due milioni di terreno agricolo, rendendo più vivibile la città e scongiurando il rischio di edificare spazi che resterebbero poi senza destinazione, ennesima ferita alla città. Il programma dell’Associazione Expo diffusa e sostenibile lo potete leggere qui
RIFLESSIONI DELLA REDAZIONE DI House living and business
Avrete modo di vedere come si tratti di una posizione propositiva che non si propone affatto di impedire che l’Expo venga realizzata, come ipotizzato da alcuni come unica scelta responsabile in questo momento di crisi economica, ma di realizzarla invece come esemplare esperienza di avvio della realizzazione di una metropoli sostenibile proprio per far fronte alla crisi economica, ma anche con il proposito di interpretare nel modo più adeguato il tema della manifestazione «Nutrire il pianeta. Energia per la vita».
30 Novembre 2009 – Incontro con le personalità di Expo 2015
Masterplan concettuale, Expo Milano 2015
Vi vogliamo riportare alcuni stralci del dibattito avvenuto il 30 novembre del 2009, organizzato dai promotori della petizione, tema il masterplan, con alcune autorevoli personalità dell’Expo tra cui l’architetto Stefano Boeri della Consulta Architettonica. Vi riportiamo alcune affermazioni, integrate da nostre attuali interviste, perché, riteniamo, non solo che non abbiano avuto la giusta eco ma sono da considerarsi tuttora attuali nella costruzione work in progress del piano concettuale della manifestazione che scade il 1 maggio di quest’anno, come obbligo di presentazione al BIE.
TRADURRE O TRADIRE IL MASTERPLAN, CHE NE SARÀ DI EXPO 2015
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