David Owen in quasi 250 pagine spiega una teoria difficile da accettare, forse perché Siamo vittime degli ambientalisti; ad House living and business, dalla nuova (e grande) casa in campagna, spiega perché rimpiange la metropoli americana, senza però dimenticare che la città dove è cresciuto nasconde vizi e difetti.
Non crede che l’auto elettrica sia una soluzione, pensa che servano politiche che rendano le autostrade meno funzionali e i parcheggi più cari, escamotages che potrebbero spingere le persone ad usare più spesso le gambe per spostarsi. Anche le grandi ville (lui e la moglie vivono in 4000 piedi quadrati, cioè 370 metri quadrati) non servono, così come non è importante circondarsi di tanti oggetti che poi finiscono nei garage, Costruzioni nate invece per altro. Un uomo forse un pochino contraddittorio che però ammonisce anche se stesso e ricorda Più piccolo e vicino è meglio.
Il modo migliore per ridurre le emissioni di carbonio e il consumo energetico è quello di raggruppare le persone e avvicinare le mete riducendo le distanze tra dove abitano e dove lavorano o dove fanno acquisti, minimizzando quindi la dipendenza dall’automobile. E dove vediamo i luoghi nel mondo… dove incontriamo il minor consumo energetico e le minori emissioni di carbonio, sono le città ad alta densità. E Manhattan è molto densa, è una città molto densa, è un’area urbana incredibilmente densa, essendo parte di New York City.
Beh, vediamo… posso dirglielo in miglia…
Penso 60-80 mila persone per miglio quadrato a Manhattan, aspetti controllo… Manhattan conta 1 milione e mezzo di persone in 23 miglia quadrate. E credo che sia… vediamo se trovo la cifra…
Un milione e mezzo… e quella è Manhattan, la piccola isola di Manhattan. Quindi è molto densa. Ed è quindi molto diversa dal resto degli Stati Uniti, dove in generale abbiamo più auto registrate che persone con la patente. In una famiglia media americana ci sono più auto che componenti con la patente. A New York City, però, e specialmente a Manhattan, i proprietari di auto sono pochissimi. Il 77% delle famiglie residenti a Manhattan nemmeno possiede un’auto, come il 54% delle famiglie di New York. Questi numeri sono… beh direi che sono molto diversi dal resto del paese. Al contrario New York e nello specifico Manhattan, è uno dei pochissimi posti negli Stati Uniti dove camminare rappresenta il mezzo primario di trasporto per una gran quantità di persone. È uno dei pochi posti dove è possibile vivere senza un’auto.
Le auto consumano molta energia di per sé… fanno consumare energia in moltissimi modi. Se possiedi un’auto e vivi lontano da dove lavori, in una grande casa… l’auto di per sé è poco importante, ma lo sono tutte le cose che la stessa ci permette di fare: puoi abitare lontano da altre persone, lontano dalle tue attività… l’auto ha permesso agli americani di costruire intere comunità in terre a poco prezzo, in luoghi che prima non avrebbero considerato accettabili. Hanno costruito grandi case, con grandi giardini e grandi piscine e poi grandi centri commerciali. È un effetto indiretto di questa mobilità che deriva dal possedere le auto.
Ci sono molti lati negativi nel vivere a Manhattan. Come spiego nel libro, se si vuol ridurre davvero l’impronta che gli esseri umani lasciano sull’ambiente non li si può disperdere, ma avvicinare. Guardi ad esempio le vecchie città europee, tutte le città italiane, qualunque centro urbano che si sia sviluppato prima che inventassero i trasporti pubblici meccanizzati. I palazzi sono vicini tra loro,
ci sono appartamenti e case vicino ai negozi. Prima dell’arrivo delle automobili, era necessario abitare vicino al lavoro, ai servizi… E quindi in tutto il mondo, a vari livelli, i luoghi dove le persone usano i minori quantitativi di energia ed esercitano il minor impatto ambientale, come la parte vecchia di Firenze o di Roma, sono luoghi dove le persone vivono vicino a dove devono andare. E quando è così, tendono a vivere in spazi più piccoli e possiedono meno cose, meno apparecchiature, non sprecano… hanno meno mobili, non consumano tanto quanto gli altri, perché hanno meno spazio per tenere le loro cose. Le persone che vivono nei sobborghi americani hanno un garage, che sono nati per parcheggiare l’auto, ma ci mettono dentro di tutto, cose che non sanno più neanche d’avere… cose che non ci stanno più in casa. L’auto rimane in strada perché le persone finiscono per conservare, in costruzioni concepite per tutt’altro, cose inutilizzate.
Se davvero le auto elettriche saranno meno costose, le persone le utilizzeranno di più. E sempre più persone, incluse coloro che adesso non guidano, guideranno. È una sorta di paradosso… rendendo le auto più efficienti in termini energetici, ne abbattiamo i costi e quindi invogliamo le persone a guidare. Penso che vi siano altre sfide per le auto elettriche, una è che l’auto elettrica… le persone… la persona media tende a vedere l’auto elettrica come non inquinante, perché non esce nulla dal tubo di scappamento. Ma le auto elettriche sono auto a carbone… nella maggior parte del mondo l’elettricità è generata dalla combustione del carbone, e quando si possiede un’auto elettrica, ciò che davvero si guida è un’auto alimentata a carbone. Come dico nel libro, non è importante quanta benzina un’auto consumi, è il fatto stesso che tu stia usando un’auto. E al contrario, riducendo l’uso di energia diretta rendendo le auto più efficienti, invogli ancora di più le persone a guidare.
Sì, se fosse davvero in grado di produrne… beh, ci sono un sacco di leggi fisiche che lo rendono difficile… dovrei dire impossibile… ma ci sono… credo che ci sia un’idea, una credenza comune… dice che siamo diventati meno efficienti in termini energetici. È vero il contrario, nella storia dell’industria, nella storia umana, in ogni categoria siamo molto più energeticamente efficienti di 10, 20, 50, 100 anni fa. Sfruttiamo molto di più l’energia oggi di quanto facevamo un paio di secoli fa, possiamo generare molta più attività economica da un barile di petrolio, ma non per questo ne usiamo di meno. Invece, abbiamo preso questo guadagno energetico e lo abbiamo re-investito in un consumo anche superiore. Quindi è un’idea difficile. Ma l’idea di base è che mentre stiamo rendendo l’energia più produttiva per noi, ne stiamo consumando di più.
Credo ci sia un ambientalismo troppo convenzionale, troppo demodé direi. Le persone che sono state storicamente attratte dal movimento ambientalista, sono state attratte da un amore per il mondo naturale e il desiderio di proteggerlo. E paradossalmente, hanno avuto il desiderio di viverci a contatto. Negli Stati Uniti, persone di gruppi ambientalisti famosi come il Sierra Club… ma in qualunque gruppo, è stato detto che l’unica vita che vale la pena di vivere è quella in cui si sta in armonia con il mondo naturale, e le persone tendono a interpretare questo… vogliono vivere a contatto con la natura. È l’idea che ha portato alla crescita dei sobborghi americani, lo sviluppo più che disordinato dei sobborghi che si vede anche in molte immagini oppure se… se si guarda allo sviluppo sbalorditivo dei sobborghi sparpagliati. Questo sviluppo è anche dettato dal desiderio di vivere lontano da altre persone, di vivere a contatto con alcuni elementi del mondo naturale, anche se si tratta solo del giardinetto dietro casa. Al contrario, poi, se si viaggia attraverso i sobborghi americani, si vedono enormi distese di terra, generalmente irrigate artificialmente, colorate con agenti chimici, dove però non c’è nessuno. Penso che chi ha questo amore per il mondo naturale, questo desiderio di proteggerlo, consideri la città un luogo terribile… un inferno, un disastro ambientale. In molti modi lo è… ma per ridurre l’impatto umano generato sulla terra… il modo migliore è quello di organizzare la popolazione umana, piuttosto che spargerla in giro…
Sì, è per la stessa ragione. La città sembra brutta, c’è fumo, c’è cemento e non ci sono animali allo stato brado, ma se si guarda New York City, se si prendessero gli 8,5 milioni di persone che vivono lì e si spargessero in quella che è la densità di un tipico sobborgo americano, le persone occuperebbero un’incredibile quantità di terra, e bisognerebbe costruire strade e centri commerciali e generatori e infrastrutture… tutto ciò che questo tipo di dispersione richiede per essere supportato. Quindi anche se quella città così densa sembra un problema ambientale… al contrario, credo sia più giusto ritenerla una soluzione. Avvicinare le persone non aumenta i danni all’ambiente, ma rende i problemi che esse causano più facili da vedere e da gestire.
No… penso che ci sia una crescente consapevolezza tra gli ambientalisti che la densità urbana sia importante, sia uno strumento ambientale… però penso anche che non ci si impegni per questo. Ad esempio, c’è un fortissimo supporto a livello teorico dei trasporti pubblici negli Stati Uniti, ma i trasporti pubblici sono pochissimi, pochi treni, pochi autobus, poche metropolitane. Sono molte le città che hanno almeno un servizio di autobus, ma quelle in cui i mezzi pubblici sono efficienti e spostano davvero le persone sono la minima parte.
In macchina, guidiamo davvero molto negli Stati Uniti. Non si prende un treno per andare da Roma a Firenze, si va in macchina.
Sì, anche. Gli Stati Uniti sono molto estesi e ci sono ampi spazi. Quindi se devo andare a Los Angeles, che è a 3000 miglia, prenderò l’aereo, ma se devo andare a Boston o a New York City che è a meno di 100 miglia da dove vivo io, andrò in auto. È tipico negli Stati Uniti, molto diffuso. Quando disperdi le persone diventa impossibile avere un sistema motorizzato di trasporto efficiente e a impatto ridotto, perché non esistono gruppi abbastanza grandi di persone che vivono nello stesso posto. Quando le persone sono sparse, è molto difficile usare ad esempio il treno, che fa un solo percorso, perché le persone vivono così lontano dalle stazioni che devono guidare ore per raggiungere quella più vicina. Io devo guidare da casa mia 40 minuti per raggiungere la stazione del treno più vicina e io vivo molto più vicino a una stazione del treno della maggior parte degli americani.
Il fatto chiave è che negli Stati Uniti il consumo energetico pro capite di chi vive a New York è molto molto basso, è invece molto alto quello di chi vive in qualunque altro posto. Tutte queste cifre sono nel libro… l’emissione media di carbonio di un newyorkese è di circa 7.1 tonnellate l’anno, contro le 24.5 tonnellate l’anno pro capite negli Stati Uniti. Il consumo di petrolio a New York è molto inferiore a quello di coloro che vivono nei sobborghi, usano meno acqua perché non devono irrigare i giardini, posseggono meno apparecchiature perché vivono in spazi più piccoli, producono meno spazzatura, meno rifiuti solidi poiché hanno meno possibilità di consumare e sprecare.
Possono essere molto piccoli. Ad esempio entrambi i miei figli ora vivono a Manhattan, mia figlia vive in uno studio, un monolocale che sarà circa… 200 piedi quadrati? Vediamo in metri quanto è… vediamo, ecco la calcolatrice… 200 piedi quadrati sono circa 18,5 metri quadrati. Per tutta risposta la casa dove vivo io è circa 4000 piedi quadrati, cioè 370 metri quadrati. La mia casa è più grande della media, ma la casa media americana è più grande di 200 piedi quadrati. Molte persone che abitano in case grandi, come può ben immaginare, non usano completamente gli spazi ma devono essere comunque riscaldate anche se la maggior parte vive tra cucina, camera da letto e un’altra stanza al massimo. La tipica casa americana ha molte stanze piene di mobili che devono essere riscaldate d’inverno e rinfrescate d’estate, e le nostre case sono fatte così perché ancora oggi, ma anche storicamente, l’energia è sempre costata molto poco. È un costo talmente basso che la gente non l’ha mai considerato come tale. Quindi le dimensioni delle case han continuato ad aumentare, anche se le dimensioni della famiglia americana si sono ridotte, ci sono meno persone che vivono in spazi più grandi. A New York lo spazio medio pro capite sta diminuendo, è in controtendenza, i metri quadri pro capite di spazio residenziale oggi sono inferiori rispetto a 50 anni fa, l’opposto di quanto capita nei sobborghi.
Penso che ci siano molti svantaggi nel vivere in densità così alte, ma penso anche che ci siano molte cose che possiamo imparare da luoghi come Manhattan, Hong Kong e Singapore. Il trasporto pubblico è importante, in quelle città le persone guidano di meno. Se vogliamo ridurre il consumo energetico, dobbiamo guardare a questi posti. Penso che il sentimento generale negli USA sia Dimmi cosa comprare, comprerò una macchina diversa, un cibo diverso, apparecchiature diverse…, ma tutto ciò… penso che gli americani si sentano molto confortati dalle soluzioni che prevedano l’acquisto di qualcosa. Siamo meno confortati… meno propensi ad abbracciare soluzioni che prevedano di fare qualcosa in meno o avere meno.
L’americano medio sì, sicuramente, non vogliamo che ci venga detto di guidare di meno, vogliamo che ci venga detto di guidare una macchina diversa.
Non sono d’accordo nel demolire le cittadine medievali per costruire grattacieli, ma la popolazione mondiale crescerà di due miliardi entro la metà del secolo, credo… qualcosa del genere… crescerà di 7 volte l’attuale popolazione degli Stati Uniti oppure l’insieme delle attuali popolazioni di India e Cina, entro la metà del secolo ci saranno tutte quelle persone in più. La crescita deve avvenire addensando nei centri urbani, non sparpagliando le persone in tutti gli angoli della terra e dandogli automobili, ad esempio. Adesso India e Cina stanno lavorando al massimo delle loro possibilità per cercare di seguire ciò che credo sia il gravissimo errore americano, cioè distruggere pezzi urbani in cui le persone riuscivano a fare quello che dovevano come in una città medievale, camminando da casa al lavoro, ai negozi, e rimpiazzandoli con modelli di vita che sono completamente dipendenti dalle automobili. A Pechino tutti i quartieri vecchi di secoli vengono demoliti per creare strade a percorrenza veloce per le auto. E io credo sia una cattiva idea.
Non sono sicuro di ciò a cui si riferisce… ma penso che anche in una cittadina… i fattori che riducono il consumo di energia e le emissioni di carbonio siano gli stessi su tutti i livelli, il che prevede d’avvicinare le persone e le loro mete e ridurre le dimensioni degli spazi che ognuno occupa sulla terra. Quindi diminuiamo… luoghi per vivere più piccoli, distanze ravvicinate, meno dipendenza dalle auto, queste sono le chiavi e vediamo questi fattori più chiaramente ad esempio a Hong Kong, Singapore e Manhattan. E li vediamo anche in cittadine vecchie di secoli, medievali, che traggono beneficio dagli stessi modelli, ma su livelli differenti. Il mondo non può permettersi di spargere le persone come hanno fatto gli americani nell’ultimo secolo… le persone arrivano a occupare un sacco di spazio e ad aver bisogno di grandi investimenti con relativo consumo energetico, infrastrutture per gli spostamenti. Più piccolo e vicino è meglio, direi. E vi sono vari modi di applicare questi principi. Che lo vogliamo o no, non avremo mai… non demoliremo il mondo per costruire delle Manhattan ovunque, ma Manhattan rimane pure sempre un modello per coloro che pensano alle città… è l’unico luogo negli USA dove i trasporti pubblici funzionano davvero, dove le persone benestanti vivono in spazi piccoli senza auto. Questi sono i punti importanti e credo sia un buon modello anche per le persone… anche per coloro che vivono in cittadine.
Penso che sia importante come una costruzione si relazioni con le altre, è più importante di come viene costruita la stessa. Nel libro parlo di un palazzo a New York City, non importa quando sia stato costruito, ma è sicuramente più green di una moderna opera-vetrina di Libeskind. In questo paese esiste un sistema leader chiamato Leed, che funziona con un sistema a punti… viene dato se ci sono pannelli solari sul tetto ad esempio, cose così… . Penso che questi fattori siano meno importanti, è più importante vedere dove è situato il palazzo, se è in relazione con gli altri palazzi e con gli altri utenti. Così in un’area urbana densa ha più senso costruire un palazzo che può essere considerato energeticamente efficiente; se lo costruisci in un luogo dove le persone lavorano o vivono a una distanza percorribile a piedi, è meglio per l’ambiente di un’opera-modello nel mezzo del nulla che può essere raggiunta solo in automobile.
Credo che la casa più verde, quella più ecologica, sia la semplice casa piccola. Se fai una casa o un appartamento grande la metà, dimezzi l’uso dell’energia o quasi. Agli architetti però non piace costruire case più piccole… in questi casi non possono fare molto. Luoghi abitativi piccoli non sono facili da proporre sul mercato. Il Leed rende possibile… in buona fede, mette la coscienza a posto quando si costruisce un palazzo troppo grande, che usa troppa energia, situato nel posto sbagliato, ma dando credito a certe cose… a lungo andare si rivelano irrilevanti o nocive.
Penso di sì. In linea di massima sono d’accordo… perché piantare qualche albero o anche molti alberi non ripara dai danni provocati dagli uomini che si sono sparpagliati, hanno sprecato risorse e usato le auto. Gli alberi sono importanti in quanto elementi del mondo naturale. Ma sarebbe una perdita ambientale se per esempio demolissimo grandi costruzioni in città al fine di piantare alberi, nella falsa convinzione che quegli alberi possano fare qualcosa per l’ambiente… qualcosa di valido per l’ambiente. Credo che le persone abbiamo un’idea esagerata di quanti danni ambientali possa riparare un albero…
Penso che vada bene, cioè… chi vive in città ama strade con gli alberi e gli alberi in città sono importanti perché portano il fresco, creano l’ombra, e rendono le città meno oppressive.
No, mai. Potrebbe quindi essere un’idea terribile, questa. Ma gli alberi in città non sono una priorità. Ci serve… un errore che spesso viene fatto nel mio paese è questo: credere di dover rendere la città più simile alla campagna. Penso che sia sbagliato, dobbiamo rendere le città più vivibili ma non a spese di ciò che rende le città efficienti.
Oh sì, assolutamente.
Sì, direi di sì. La cosa interessante è che molte battaglie ambientali vengono combattute fra diversi gruppi di ambientalisti. Un gruppo sosterrà, per ragioni ambientali, la costruzione di turbine eoliche, e l’opposizione principale arriverà da un gruppo diverso che dirà che quelle turbine sono un problema ambientale più che una soluzione. Quindi spesso le battaglie più ardue non vengono combattute tra ambientalisti e i loro nemici, ma tra ambientalisti e ambientalisti.
…l’ecopass… far pagare coloro che guidano è una buona idea, ma questo non basta per ridurre il numero delle persone che guidano, bisogna fare un altro passo… esempio diminuire la capacità delle strade, renderle più strette, fare in modo che sia faticoso. Le persone dicono che il problema ambientale sono gli ingorghi. Ci sono troppe auto per strada, dobbiamo… è uno spreco avere tutte queste auto… Ma sono proprio gli ingorghi a incoraggiare le persone a trovare modi alternativi per spostarsi. Quindi per portare avanti un programma come l’ecopass… servono altre idee per togliere alle persone il piacere di guidare… fare strade più piccole, aumentare i prezzi dei parcheggi…
Bisogna continuare a spingere le persone a usare altri mezzi di trasporto, che naturalmente vanno forniti. Far pagare le persone per poter guidare è una buona idea, non sempre è usata nel modo migliore. Negli USA ci sono luoghi dove l’uso dell’auto e il consumo di benzina sono in crescita… ora che il traffico è gestito meglio, ci si può spostare in minor tempo, la guida attira di più le persone.
Sono d’accordo… non sono un grande fan del New Urbanism, ma sono d’accordo che i pedoni siano la chiave. Camminare è la forma di trasporto che apporta meno danni e i luoghi dove le persone usano meno energia sono quelli dove camminano. Ci sono luoghi in Europa… per la maggior parte vecchi… e ci sono pochissimi posti negli Stati Uniti dove si può camminare. Puoi vivere senza un’auto se vivi a una distanza percorribile a piedi dal supermercato, se puoi andare a piedi a comprarti il cibo, allora puoi vivere senza auto o usarla pochissimo. Quindi penso che gli unici posti dove questo è possibile siano tendenzialmente le città.
Il Nuovo Urbanesimo pensa che le città siano una cosa buona. In molti modi è vero…
…non lo è fino un certo punto… generalmente penso che abbiano molto più ragione loro di altri.
…ecco il problema. Come ho detto, ci sono molti aspetti negativi nelle efficienti forme di sistemazione delle persone… Manhattan non è un bel posto per far crescere i bambini. Adesso Laura ha 26 anni e vive a Manhattan, per scelta, perché è eccitante, è divertente, succede sempre qualcosa, e può girare senz’auto. Quando aveva 2 anni… era dura e crescendo sarebbe stato anche peggio. Quindi penso che quando si parla di città, almeno in questo paese, i problemi ambientali più importanti non siano i pannelli solari, ma l’educazione, il crimine, la possibilità di accedere ai luoghi di ricreazione… come rendere desiderabile questa forma di organizzazione umana a più persone, come evitare che le famiglie giovani scappino dalla città non appena i propri figli iniziano a camminare? È un problema complesso e forse non può essere interamente risolto. Entrambi i miei figli hanno vent’anni ed entrambi vivono a Manhattan, e nonostante i loro appartamenti siano incredibilmente cari, entrambi possono vivere senz’auto, hanno sempre divertimenti, c’è sempre qualcosa da fare, hanno facile accesso alla cultura… e possono spostarsi facilmente senz’auto, e anche i loro amici sono lì. Per loro è una festa, non vedono altro che vantaggi. Quando arriveranno al punto in cui avranno la propria giovane famiglia, a meno che siano molto benestanti, le cose si complicheranno. Quello che è successo in passato è che quando le persone arrivano alla loro età in genere lasciano le città, scappano nei sobborghi che quindi in America sono cresciuti. D’altro canto, una volta che si arriva alla mia età, e i figli sono fuori di casa, ci si ritrova in queste case enormi che non vengono usate e penso che alcune persone in questa fascia d’età… . Qui, quando raggiungi un’età in cui non puoi più guidare, sei prigioniero di dove vivi, sei prigioniero della tua casa, a meno che tu non viva in un luogo dove si può girare senz’auto. Quindi penso che anche le persone più in là con gli anni, traggano dei vantaggi dalla vita urbana.
Sì, penso che possa succedere… anche se penso che l’esperienza però abbia dimostrato il contrario, e cioè che le persone riescono ad accettare meglio le altre persone se hanno contatti diretti… le persone tendono ad avere più paura delle persone con cui non hanno relazioni. E quindi New York City è uno di quegli incredibili posti dove a qualunque angolo della strada puoi incontrare persone provenienti da decine di paesi diversi, tutte nello stesso posto, e… tendono ad andare piuttosto d’accordo, molto più qui che in altri posti.
Penso che ci siano molti svantaggi nella vita urbana. Come dico nel libro, la densità rende più efficaci anche i disastri, se avvicini molte persone anche determinati rischi aumentano e questo è un grande svantaggio. Ma se per noi è essenziale usare meno energia, emettere meno carbonio, allora dobbiamo guardare a quei posti dove questo già si verifica. Dove le persone, per il solo fatto di vivere in un certo modo, si preoccupano di meno. E poi dobbiamo risolvere, dobbiamo gestire questi altri problemi. Ma penso che in un posto come… in una città ad alta densità, l’inquinamento dell’aria sia molto più gestibile rispetto ad aree con dispersione di persone, perché puoi vedere il problema e puoi vedere tutte le cause che vi contribuiscono, ed è molto più facile gestirle e controllarle. I newyorkesi per la verità hanno una speranza di vita più alta della media, vivono più a lungo rispetto ad altri americani. Hanno una maggiore speranza di vita e una delle ragioni potrebbe essere che a differenza di molti altri americani, passano un sacco di tempo camminando. Anzi… gli americani sono enormi, pesano troppo. Abbiamo una specie di pandemia del sovrappeso e dell’obesità. A New York, vede, molte meno persone in sovrappeso e la ragione è che… una delle ragioni può essere che tutti devono camminare per qualche miglio tutti i giorni, perché è l’unico modo per arrivare dove devono andare. Gli unici posti negli Stati Uniti dove grandi gruppi di persone passano un sacco di tempo all’aperto a camminare sono luoghi densamente popolati, luoghi urbani.
Quindi ci sono anche cose positive, ma ha ragione a dire che ci sono… vede se ci fosse un forte terremoto a Los Angeles, il tasso di mortalità sarebbe impressionante, altissimo, molto più che se si verificasse nelle campagne in mezzo al Midwest, dove la popolazione è molto rada. Quindi quando si mettono insieme molte persone, la densità aumenta anche l’efficacia dei disastri. Uno svantaggio notevole.